Raccolta del tartufo in Romagna: boschi collinari tra Rimini e Forlì con cavatori e lagotto romagnolo

Il Tartufo in Romagna: Tradizione, Territorio e Raccolta

Alessandro Spadoni

La Romagna: un territorio tartuficolo spesso dimenticato

Quando si parla di tartufo in Italia, il pensiero va subito ad Alba, Acqualagna o Norcia. Eppure la Romagna — e in particolare la fascia collinare tra Rimini, Forlì e Cesena — è uno dei territori tartuficoli più antichi e ricchi d'Italia, con una tradizione di raccolta che affonda le radici nel Medioevo.

Luna Nuova Tartufi nasce proprio qui, a Misano Monte, al confine tra la Romagna marittima e i suoi borghi collinari. I nostri cavatori operano su queste terre da generazioni, conoscendo ogni bosco, ogni quercia, ogni stagione.

Le varietà di tartufo romagnole

Il territorio romagnolo offre una varietà sorprendente di specie tartuficole nel corso dell'anno:

  • Tartufo bianchetto (Tuber borchii) — da gennaio ad aprile, nelle zone sabbiose costiere e nei boschi di pino della Valmarecchia
  • Tartufo estivo / scorzone (Tuber aestivum) — da giugno a agosto, nelle colline argillose tra Rimini e Forlì
  • Tartufo nero uncinato (Tuber uncinatum) — da ottobre a gennaio, nelle foreste di latifoglie dell'Appennino romagnolo
  • Tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum pico) — da ottobre a gennaio, nelle zone ripariali dei fiumi Marecchia e Savio

I boschi della raccolta

I tartufi romagnoli crescono preferibilmente nelle fasce collinari tra i 100 e i 700 metri di quota, in boschi misti di querce (Quercus pubescens, Q. cerris), carpini bianchi, pioppi e salici. Le zone lungo il Marecchia, il Conca e il Rubicone sono quelle più produttive per il bianco pregiato e il bianchetto.

Il clima romagnolo — inverni freddi ma non rigidi, primavere piovose, estati calde con temporali — è particolarmente favorevole allo sviluppo del tartufo: la pioggia autunnale e primaverile fornisce l'umidità necessaria alla crescita, mentre le estati asciutte concentrano i profumi.

La raccolta: un rito tramandato di padre in figlio

In Romagna la figura del cavatore è ancora centrale nella cultura rurale. Raccoglitori abilitati con licenza regionale, affiancati dai loro cani da tartufo — solitamente lagotti romagnoli o cani di razza mista addestrati da cuccioli — che conoscono i boschi meglio di qualsiasi mappa.

La raccolta è regolamentata dalla legge regionale: si può raccogliere solo nelle ore diurne, con un massimo di due cane per cavatore, e solo nei periodi di stagione aperti. Questo sistema garantisce la sostenibilità della risorsa.

Perché scegliere il tartufo romagnolo

Il tartufo romagnolo è un prodotto autentico, tracciabile, raccolto da cavatori che rispettano i boschi. Acquistare direttamente da Luna Nuova Tartufi significa ricevere un prodotto raccolto nelle 24-48 ore precedenti, con tutta la sua fragranza intatta.

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